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Ives Belorgey. Sezioni verticali

14 Maggio 2010

Ives Belorgey. Sezioni verticali
Milano, Galleria Gruppo Credito Valtellinese
14 maggio - 11 luglio 2010

Ives Bélorgey, protagonista della grande mostra italiana promossa dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese, potrebbe essere l’erede, insieme, di Giovanni Panini e di Hubert Robert.
Del grande vedutista settecentesco italiano ha colto la “scienza dello spazio”, del francese la “fluidità della visione”. Con una originalità, che fa del giovane pittore parigino colui che oggi meglio sa interpretare l’architettura contemporanea nella sua apparenza ma ancor più nella sua vera essenza.
A raccontare questa sua ricerca le Gallerie del Credito Valtellinese, i cui servizi di accoglienza sono gestiti da Civita, propongono al Palazzo delle Stelline una quarantina di opere, acrilici su tela di grande formato, che saranno esposte a Milano fino all’11 luglio, per trasferirsi successivamente (23 luglio – 28 novembre) ad Acireale, nella sede espositiva del Credito Siciliano.
Negli intenti delle Gallerie questa mostra, organizzata con la collaborazione della Galleria Xippas di Parigi, vuole essere la prima di una serie che indaga il tema della città sotto i suoi diversi aspetti.
Ciò che Belorgey cerca di interpretare nelle sue grandi tele sono le modificazioni urbane come riflesso di quelle sociali e culturali; e come e quanto l’architettura di oggi condizioni la quotidianità di chi la vive o anche solo la vede, o la subisce. Le architetture dipinte non sono animate da persone; della quotidianità e della presenza di una vita comune si può avere la sensazione solo grazie alle lenzuola stese o ad un tavolo apparecchiato in una terrazza. Ad “abitarle” è lo spettatore, in un esercizio che fa dell’illusione e del coinvolgimento una delle sue cifre.
La mostra è accompagnata da un catalogo con un saggio critico del grande urbanista Pier Luigi Cervellati.