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La Cultura e il Made in Italy

16 Ottobre 2008

“La Cultura e il Made in Italy. Contenuto simbolico e vantaggio competitivo dei prodotti sul mercato globale”

Roma, Ara Pacis
16 ottobre 2008

Quali sono i vantaggi degli investimenti in Cultura da parte delle imprese?

Quanto contribuiscono questi investimenti alla ricchezza del territorio e all’accrescimento dell’impresa in termini economici e sociali?

Come vanno individuati i nuovi modelli di sviluppo, nell’attuale scenario globale nel quale il vantaggio competitivo dei prodotti viene identificato in primis nel loro contenuto simbolico?

Quando il nostro sistema produttivo si confronta con la competizione e si teme l’attacco di una concorrenza straordinariamente aggressiva alle nostre produzioni più tradizionali, occorre considerare l’unicitàdell’immagine dell’Italia e del prodotto italiano, di quel “Made in Italy”,i cui6 tratti distintivi (individuati sulla base di una recente ricerca condotta da Eurisko per conto di Symbola) tradizione e modernità, artigianalità e tecnologia, estetica e funzionalità ne fanno un marchio di eccellenza, per la capacità unica, universalmente riconosciuta, di realizzare punti di equilibrio tra polarità apparentemente difficili da conciliare.

Su questo tema, i Cavalieri del Lavoro, élite riconosciuta dell’imprenditoria italiana , in collaborazione con Civita - da anni impegnata nel dare alle imprese uno stimolo ad appropriarsi di un proprio ruolo all’interno del mondo culturale italiano - richiamano l’attenzione dell’opinione pubblica e degli operatori economici, con il convegno “La Cultura e il Made in Italy. Contenuto simbolico e vantaggio competitivo dei prodotti sul mercato globale”, che si terrà il 16 ottobre a Roma, a partire dalle 9.30, nella sede dell’Ara Pacis e sarà introdotto da Francesco Merloni, Presidente del Gruppo Centrale dei Cavalieri del Lavoro e da Gianfranco Imperatori, Segretario Generale dell’Associazione Civita.

Dibattito moderato daAndrea Granelli tra Domenico De Masi, Antonio Paolucci, Claudio Strinati, Pietro A. Valentino.

Interventi dei Cavalieri del Lavoro Laura Biagiotti, Vittorio Di Paola, Adolfo Guzzini.

Conclusioni: del Ministro per i Beni e le Attività Culturali Sandro Bondi.