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La ricerca di Civita “IL Valore della Cultura”

01 Dicembre 2010

Presentazione della ricerca “Il Valore della Cultura”

Centro Studi G. Imperatori Associazione Civita, The Round Table, Astarea, Unicab
Mercoledì 1 dicembre 2010 – Milano, sede del Sole 24 Ore, Via Monte Rosa, 91

“Se 3.000 milioni vi sembran pochi ….”

L’impegno delle imprese a sostegno delle attività culturali è una questione di rilievo. Il progressivo modificarsi del rapporto tra pubblico e privato nel settore, la consapevolezza da parte delle imprese del valore della cultura per il rafforzamento del proprio brand, la mancanza di risorse pubbliche per i beni culturali sono i fattori che hanno progressivamente modificato i comportamenti delle aziende.

In questi ultimi anni si sono susseguite alcune indagini in questo campo che hanno messo in evidenza le molteplici ragioni che spingono le imprese a investire nella cultura. Il quadro generale che ne emerge testimonia un’evoluzione rispetto al rapporto fra arte, cultura e mondo dell’impresa.

Per verificare questo contesto, il Centro Studi G.Imperatori dell’Associazione Civita, con The Round Table, Astarea e Unicab hanno condotto, tra maggio e giugno 2010, la ricerca “Il Valore della Cultura”.

In breve, alcune indicazioni sul campione utilizzato:

Riferimento: dati ISTAT/ASIA 2008
Campione totale: 1.500 imprese italiane (su un totale nazionale di 239.500)
Dimensione delle imprese: < 9 addetti
Distribuzione geografica: 58% Nord; 20% Centro; 22% Sud

Settori merceologici: manifatturiero, costruzioni, commercio (all’ingrosso, al dettaglio, trasporto, magazzinaggio, alberghi, ristoranti), informatica e ricerca, intermediazione monetaria e finanziaria, sanità e altri servizi sociali.

Qualifica degli intervistati: area marketing e comunicazione (91,6%); titolare (4,70%); carica amministrativa (Presidente, Vice Presidente, Amministratore Delegato) (3,70%).

La ricerca offre un quadro generale rispetto a ragioni, modalità, e dimensione degli investimenti da parte delle imprese in Cultura (comprendendo anche i settori Spettacolo e Sociale) oltre a tre focus su:

  • le imprese di piccole dimensioni (tra i 10 e i 19 addetti);
  • le imprese che non investono in cultura;
  • 100 imprese inserite nel campione di 1.500, specificamente selezionate perché già sensibili alla comunicazione culturale, con un particolare riferimento all’attenzione rispetto all’offerta culturale del territorio di Milano.

In allegato il comunicato con la sintesi della ricerca