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Matilde di Canossa. Il Papato, l’Impero. Storia, arte, cultura alle origini del romanico

31 Agosto 2008

Comunicato stampa

Il progetto è frutto di un'ampia operazione di studio che vede coinvolto un comitato scientifico internazionale composto da studiosi delle maggiori università e istituti di ricerca europei ed americani. Presenta la vicenda biografica e politica di Matilde di Canossa come occasione di lettura e di interpretazione dell'età dello scontro fra papi e imperatori, che ha portato alla delimitazione e alla separazione dei due poteri universali, religioso e laico, ponendo così le basi per la concezione moderna e contemporanea del potere propria dell'Occidente.
I due poteri universali che hanno dominato l'Europa nel Medioevo, l'Impero e il Papato, i vescovi, le città, i nobili, i contadini... La società dei primi due secoli dopo il Mille viene riletta attraverso la vita di Matilde di Canossa, la comitissa che ha detenuto il controllo dei territori chiave tra Roma e le Alpi, nel cuore della pianura del Po e lungo l'Appennino.
La forza e la solitudine di una donna eccezionale eppure emblematica del suo tempo sono il filo conduttore che guida alla scoperta di un mondo in profonda trasformazione, in un viaggio per immagini e per suggestioni scandito da croci gemmate, sigilli, arazzi, avori, gioielli, sculture, altari, strumenti di lavoro, provenienti da musei italiani ed europei.
Reperti archeologici mai esposti prima, raffigurazioni del mondo, attrezzi agricoli, presentano il paesaggio e lo spazio vissuto dall'uomo, con ciò che restava dei tracciati delle strade romane, la via del Po e la rete navigabile dei suoi affluenti, i passi alpini e appenninici.
La concezione del potere e i suoi simboli rivivono grazie a troni, scettri, corone e tessuti preziosi, gioiellerie create per la corte imperiale ottoniana e sassone, opere di committenza papale, trattati, codici normativi e liturgici.
Le dispute, i luoghi, i protagonisti delle riforme della Chiesa e della controversia delle investiture si sviluppano in proiezioni multimediali, inquadrando in uno scenario dinamico la storia della dinastia dei marchesi di Toscana e l'episodio chiave dell'epoca: l'incontro fra l'imperatore Enrico IV e papa Gregorio VII, nel gennaio del 1077 nel castello di Canossa, avvenuto grazie alla mediazione di Matilde e di Ugo, abate di Cluny.
Le scelte politiche della comitissa, gli eventi drammatici della sua esistenza, il potenziamento dei castelli, le donazioni a monasteri e pievi, gli scontri armati con l'imperatore e con i suoi sostenitori, fino all'acquisizione dei beni al patrimonio di San Pietro dopo la sua morte sono documentati da pergamene, oggetti carichi di valore simbolico, opere d'arte. L'eco di quei fatti, la fama di Matilde e l'esigenza di farne un emblema del sostegno politico al papato hanno alimentato un mito che arriva fino a noi e che ha ispirato anche Dante, Giulio Romano, Gian Lorenzo Bernini, dando vita a capolavori straordinari. Una sezione è dedicata alla città dove è nata Matilde: Mantova, che fu poi protagonista di duri scontri fra la contessa e i sostenitori dell’imperatore. Proprio nell’età dei Canossa si è definito il suo tessuto urbano rispetto al fiume Mincio e rispetto alle paludi circostanti, si sono evidenziati i nuclei delle cattedrali, dell’episcopio, del monastero di Sant’Andrea, le costruzioni dei marchesi di Toscana e quelle delle famiglie emergenti che di lì a poco avrebbero dato vita al comune. La mostra è il primo grande evento culturale che mette in evidenza la storia e la specificità di Mantova in epoca medievale. L'assetto urbano sarà riprodotto virtualmente, con l'indicazione degli edifici romanici maggiori e del complesso delle cattedrali, ricostruti a tre dimensioni. Sarà analizzato il rapporto fra la città e il fiume Mincio, che si è definito proprio nell'età dei Canossa.
Sarà dato rilievo anche al ritrovamento della reliquia del Sangue di Cristo, nel 1048, ricondotta ai Canossa e al loro controverso rapporto con l'imperatore Enrico III. Saranno esposte opere d'arte che hanno celebrato l'evento, considerato di importanza primaria per l'identità e la costituzione della diocesi (disegni di Giulio Romano e Felice Campi, un dipinto di Andrea Borgani).
La parte del catalogo dedicata a Mantova farà il punto sugli studi medievali locali, fissando importanti punti di arrivo.