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Napoli, per un Museo in progress

Castel Sant'Elmo

A partire dallo scorso 5 marzo, un nuovo Museo si è aggiunto alle altre strutture dipendenti dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico, Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Napoli: un autentico “gioiello”, nato da un progetto di Nicola Spinosa ed accolto negli spazi del Carcere Alto di Castel Sant’Elmo. Con l’intento di documentare attraverso una selezione condotta con metodo storico-critico, quanto realizzato a Napoli nel campo della produzione artistica nel corso del Novecento, entro il 1910 e il 1980 ed in particolare in pittura, scultura e varie sperimentazioni grafiche, NOVECENTO A NAPOLIsi articola attraverso un percorso cronologico suddiviso per sezioni: della Secessione dei ventitré (1909) o del primo Futurismo a Napoli (1910-1914) al movimento dei Circumvisionisti e del secondo Futurismo (anni Venti-Trenta); dalle varie testimonianze su quanto si produsse tra le due guerre alle esperienze succedutesi nel secondo dopoguerra (1948-1958), dal Gruppo ‘Sud’ al cosiddetto Neorealismo, dal gruppo del M.A.C. all’Informale o al Gruppo ’58. Seguono le sezioni riservate agli anni Settanta, con particolare riferimento alle Sperimentazioni Poetico-visive e all’attività dei gruppi legati alle esperienze condotte nel campo del sociale. Fino all’ultima sezione, dove è documentata l’attività di quanti, pur continuando a operare dopo l’80 sperimentando linguaggi diversi, si erano già affermati a Napoli in quel decennio, prima che il terribile sisma del 23 novembre colpisse e segnasse nel profondo realtà e prospettive della città stessa e di altre aree meridionali.
Ben 170 le opere esposte, realizzate da 90 artisti napoletani, con l’aggiunta anche di alcune presenze artistiche non partenopee ma comunque attive in città. Un notevole nucleo di dipinti, sculture, disegni o incisioni la cui selezione, così come quella degli artisti, è stata curata da Angela Tecce, direttrice del complesso di Castel Sant’Elmo, con la costante collaborazione dello stesso Nicola Spinosa, mentre la realizzazione del Museo si è resa possibile per il diretto coinvolgimento nel progetto della Regione Campania-Assessorato al Turismo e Assessorato ai Beni Culturali, con l’utilizzo dei fondi disponibili grazie al co-finanziamento dell’Unione Europea POR- FESR Campania 2007-2013. La Direzione Generale per il Paesaggio, le Belle Arti, l'Architettura e l'Arte Contemporanee ha concorso, per conto del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, alla realizzazione dei relativi apparati didattici, informativi e audiovisivi. Con il contributo di Italcoat, Metropolitana di Napoli e Seda Group. L’organizzazione è affidata a Civita. Per il capoluogo partenopeo, il Museo rappresenta uno strumento indispensabile e, fino a oggi, del tutto assente o quasi; l’auspicio è quello si tratti solo di un primo nucleo che, con gli anni a venire, possa ulteriormente accrescersi, così da documentare altri, diversi e successivi aspetti della produzione artistica napoletana, ma non solo, del secolo scorso, per i quali, al momento, si è ritenuto più opportuno sospendere ogni giudizio critico non basato su sempre indispensabili basi storiche.

Riferimenti

NOVECENTO A NAPOLI (1910-1980)
PER UN MUSEO IN PROGRESS
Napoli, Castel Sant'Elmo