Il progetto WeACT³: una collaborazione possibile fra pubblico e privato

di Gianni Letta, Presidente Associazione Civita

 

Una delle grandi sfide di Civita, dalla sua nascita ad oggi, è il rapporto pubblico-privato nell’ambito dei beni culturali: far crescere la consapevolezza che una maggiore collaborazione fra pubblico e privato, nella conservazione e nella valorizzazione del patrimonio culturale, sia la chiave strategica per incrementare le risorse economiche, migliorare l’efficienza nella gestione ed innovare i processi. Consapevoli che su questo terreno sia ancora molta la strada da percorrere, quanto presentato lo scorso 13 dicembre a Palazzo Barberini, alla presenza del Ministro per i beni e le attività culturali Alberto Bonisoli e di altri autorevoli ospiti, costituisce motivo di grande orgoglio per la nostra Associazione oltre che un segno importante del nostro impegno trentennale nel settore.
Il progetto “WeACT³-La Tecnologia per Arte, Cultura, Turismo, Territorio”, promosso da Civita per le Gallerie Nazionali di Arte Antica, di cui in tal sede sono stati illustrati i risultati, rappresenta senz’altro un’unicità nel rapporto pubblico-privato. Per la prima volta un gruppo di 10 imprese – Avvenia, Consorzio Glossa, DM Cultura, Ericsson, Gruppo DAB, Logotel, Mastercard, Oracle, Vodafone e Wind Tre – insieme con l’ENEA, socie di Civita e sotto il suo coordinamento, decide di abbracciare un progetto comune mettendo a disposizione una serie di soluzioni tecnologiche ed innovative, in maniera integrata, a favore della valorizzazione delle Gallerie: un museo con due sedi, Palazzo Barberini e Galleria Corsini, di straordinaria ricchezza culturale ed artistica, custode di capolavori assoluti nonché culla di quella cultura europea sei-settecentesca di cui i Barberini e i Corsini e gli omonimi palazzi furono protagonisti.
L’iniziativa è, dunque, frutto di una modalità inedita di collaborazione fra pubblico e privato in cui l’integrazione fra la capacità strategica delle imprese, in grado di produrre risultati concreti, e le competenze scientifiche e di indirizzo della Direzione delle Gallerie, si è rivelata vincente nonché in grado di contribuire alla realizzazione di un’idea nuova di gestione museale. L’ascolto puntuale, da parte delle imprese, delle esigenze espresse dal museo insieme con la volontà di mettere in gioco capitali ed idee a sostegno di un progetto concreto, hanno giocato un ruolo chiave. In particolare, l’incontro fra i partner di “WeACT³” e le Gallerie Nazionali di Arte Antica non poteva essere più fortunato; grazie all’acuta capacità di visione del loro Direttore Flaminia Gennari Santori che, insieme con Civita ha creduto con fermezza nel progetto, le Gallerie hanno, ormai da tempo, avviato un nuovo corso divenendo un luogo di incontro e di dialogo paragonabile alle più moderne realtà europee e non solo. É questa la direzione a cui, nel prossimo futuro, devono volgere lo sguardo i nostri musei per rimanere al passo con i tempi e divenire luoghi sempre più partecipati dal pubblico. La strada da seguire è, dunque, quella dell’integrazione, sempre più stretta, fra competenze e tecnologie a vantaggio di un’effettiva fruizione dei nostri meravigliosi luoghi di cultura, sempre più accoglienti verso il pubblico e la comunità, oltre che della loro valorizzazione, primo strumento, ricordiamolo, verso un’opportuna e più ampia conoscenza.
Perché ciò si realizzi è necessario abbandonare definitivamente sterili discussioni sulla linea di confine dei ruoli o degli ambiti di intervento fra pubblico e privato, ragionando in un’ottica di fattiva collaborazione e comunanza di intenti. Come ha sottolineato anche il Ministro Bonisoli nell’ambito del suo intervento, i tempi sono maturi per guardare alla collaborazione pubblico-privato senza timori o reticenze; la chiave è riuscire a trovare la formula corretta nel pieno rispetto dei ruoli, come avvenuto nel caso del progetto “WeACT³”.
Chiamare a raccolta tutte le parti in progetti costruiti su una visione di lungo periodo, sulla condivisione di obiettivi e risultati fra pubblico e privato, nella reciproca soddisfazione, ha rappresentato per Civita una sfida accattivante. L’auspicio è ora quello di dare l’avvio, tramite questo progetto pilota, ad un modello di gestione che possa risultare replicabile, in futuro, su altri siti culturali italiani. Ci crediamo con fermezza perché è in gioco la crescita non solo civile ma anche economica di un Paese, il nostro, che può vantare capolavori artistici di assoluto prestigio a livello internazionale. Senza conservatorismi o posizioni difensive, e con il coraggio di guardare alla Cultura come un pilastro del futuro.