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Civita, Fedeculture, Assobenefit e B Lab raccontano l’impresa della sostenibilità

 

Di fronte ad una platea gremita e qualificata, lo scorso 6 febbraio, a Roma, presso la Sala Gianfranco Imperatori dell’Associazione Civita in Piazza, si è tenuto il convegno “L’impresa della sostenibilità. Benefit Corporation e Cultura”, promosso dalla stessa Associazione, Federculture, Assobenefit e B Lab. Al centro dell’incontro, moderato dal giornalista del Tg1 Mario De Pizzo, il ruolo delle Società Benefit e le modalità con cui, queste ultime, possono integrare lo sviluppo e la valorizzazione della cultura nella finalità di un’impresa.
Dopo i saluti a cura dei promotori, Simonetta Giordani, Segretario Generale dell’Associazione Civita, Claudio Bocci, già Direttore di Federculture, e Mauro Del Barba, Presidente di Assobenefit nonché primo firmatario della legge sulle Società Benefit, è con la lectio magistralis tenuta dal Professor Stefano Zamagni che si è entrati nel vivo dell’incontro, illustrando le motivazioni della nascita di tali società nel nostro Paese e la loro rapida espansione. Nel suo intervento, il Professor Zamagni ha, inoltre, sottolineato come l’idea di Società Benefit si inserisca nel passaggio dalla nozione di “responsabilità sociale d’impresa” a quella di “responsabilità civile”; solo in quest’ultima, infatti, la Cultura può trovare la sua più compiuta espressione ed essere posta al centro dell’interesse di un’azienda che, oltre a generare profitto, ha il compito di accrescere il capitale sociale generando valore a lungo termine. A seguire, il Professor Innocenzo Cipolletta, Presidente di Assonime e di Confindustria Cultura Italia, ha sottolineato le implicazioni della sostenibilità per le attività d'impresa, con particolare riguardo all'aspetto della Cultura.
La sostenibilità, infatti, mette in discussione non solo organizzazioni, modelli operativi, prodotti e servizi ma le finalità stesse delle imprese. In questo contesto, le Benefit Corporation rappresentano la punta più avanzata di questo dibattito e l’Italia è in prima fila in una trasformazione che riguarderà tutti coloro che vorranno continuare a svolgere un ruolo di rilievo nell’economia globale.
Ad animare la tavola rotonda esperti, quali Paolo Di Cesare, Co-fondatore di Nativa – B Lab Italia, Margherita Bianchini, Vice Direttore Generale di Assonime e Dario De Rossi, Dottore Commercialista e Presidente Proetica, insieme a Francesca Appiani, Responsabile Museo e Cultura di Alessi e Massimo Mercati, Amministratore Delegato del Gruppo Aboca: imprese che, anche a livello legale, hanno sancito la propria vocazione in cui si fondono attività imprenditoriale e ricerca del bene comune. Aboca, in particolare, quale Società Benefit, ha introdotto nell’oggetto sociale dello Statuto una specifica finalità legata all’impatto sulla Cultura.
Con circa 100 B Corp certificate e oltre 500 Società Benefit, il nostro Paese presenta il tasso di crescita delle B Corp più alto in Europa ed è il primo Stato sovrano al mondo ad introdurre la forma giuridica di Società Benefit nel proprio ordinamento, diventata legge in Italia a Gennaio 2016.
Obiettivo dell’incontro è stato, dunque, di stimolare un dibattito per contribuire alla diffusione del nuovo modello e dirigere le finalità di beneficio comune verso la Cultura come leva di sviluppo sostenibile. Un impegno importante che richiede alle aziende un cambimento, in primis, culturale; l’Associazione Civita, da sempre a fianco delle imprese, è pronta ad intraprendere anche questa nuova sfida.