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Investimenti in cultura: serve una strategia nazionale condivisa

 

Intervista a Giuseppe Lasco, Direttore della Divisione Corporate Affairs Terna

Quali potrebbero essere le condizioni più efficaci che favorirebbero una maggiore predisposizione delle imprese nell’investimento in Cultura?

Investire in cultura per un’azienda significa partecipare in maniera diretta alla crescita socioculturale del nostro Paese e, dunque, sostenere una modalità per far crescere l’economia.
Per farlo serve una strategia nazionale condivisa che necessita del supporto delle istituzioni e di una collaborazione fattiva tra tutti i soggetti coinvolti: pubblici e privati, operatori del settore, imprese e società civile. Quello italiano è uno dei maggiori patrimoni artistico-culturali del mondo che per essere preservato e promosso all’esterno ha bisogno di un substrato unito e coeso: solo con il superamento della frammentarietà e concretizzando l’idea del “fare sistema”, si può valorizzare meglio la creatività italiana, attraverso una progettualità nuova, integrata, più attenta al territorio e all’ambiente.
Efficienza, efficacia e trasparenza devono diventare leve per far sì che la società, non solo civile ma anche imprenditoriale recuperi quella coesione sociale che è fondamentale per rafforzare l’asset principale dell’economia di questo Paese, ovvero il capitale creativo e culturale dei suoi cittadini.
Crediamo, in sostanza, che il mondo privato sia essenziale anche per la ripresa culturale. Il ruolo fondamentale della pubblica amministrazione deve essere quello di guidare, sostenere e controllare, snellendo tempi e metodi e usando un approccio concretamente sinergico verso l’iniziativa privata.

A livello generale, si riscontrano delle forme sempre più responsabili di investimento in cultura che vanno oltre la classica sponsorizzazione. Nel caso di una grande impresa come Terna, esistono, in tal senso, esempi di best practices?

Terna ha scelto di creare e sviluppare una forte rete di sostegno alla cultura, settore che sempre più spesso soffre la scarsità di risorse a disposizione dello Stato per il suo sviluppo e ha ripensato alle possibili modalità di intervento in questo campo, realizzando sinergie tra cultura e impresa, divenute con gli anni indispensabili nella vita aziendale. Una contaminazione tra i due mondi che si genera anche andando oltre alle forme più semplici di sponsorizzazione, con l’obiettivo di creare un dialogo tra le differenti forze culturali. Oggi, infatti, sono proprio le Aziende ad avere un posto in prima fila nell’indicazione delle best practices, fornendo esempi concreti e selettivi e perfezionando modelli d’eccellenza.
Per Terna anche l’impegno culturale deve creare valore per il Paese, contribuire alla realizzazione di nuovi modelli di sviluppo, coesione sociale e attenzione ai territori. Terna ha sperimentato negli anni, con il Premio Terna per l’Arte Contemporanea, come arte e cultura possono trasformarsi insieme in ricchezza, in un investimento vero ‘su’ e ‘per’ il Paese. Ma promuovere la cultura per noi è anche un modo per affermare l’importanza della formazione e delle nuove idee in grado di migliorare a tutti la vita di ogni giorno. Per questo motivo abbiamo lanciato quest’anno Next Energy, un progetto nato in collaborazione con Fondazione Cariplo e Politecnico di Milano per per accelerare l’occupazione e l’imprenditorialità giovanile nel settore elettrico. Un’iniziativa fortemente orientata all’innovazione, finalizzata ad aiutare la formazione di giovani ingegneri e a dare sostegno, anche economico, alle idee innovative nel campo dell’energia, che oggi sta vivendo un grande cambiamento.
Il 2016, poi, ha visto Terna impegnata in diversi altri progetti, dal contibuto per il rilancio della “Quadriennale d’arte” con Young@Art per sostenere lo sviluppo sociale e professionale delle nuove generazioni italiane, al Progetto “Periferie” in partnership con Teatro Eliseo con l’obiettivo di ampliare e approfondire la formazione dei giovani e degli studenti italiani, fino alla partnership con il primo quotidiano d’Italia il Corriere della Sera in occasione del 140° anniversario della sua nascita per il sostegno di incontri formativi e di approfondimento culturale.

Arte e cultura, al pari dell’ambiente, del sociale e dei territori, costituiscono, ad oggi, veri e propri asset capaci di influenzare il sistema di valori adottato dalle imprese nonché di concorrere a modificare la reputazione di un’impresa. Quali sono le motivazioni che, a Suo avviso, potrebbero incentivare la Vostra azienda ad investire maggiormente in Cultura rispetto agli altri ambiti sopracitati?

Terna svolge un ruolo unico e delicato all’interno del sistema industriale italiano. La nostra mission è trasmettere energia elettrica, su tutto il territorio nazionale, 24 ore al giorno, 365 giorni l’anno. In questo modo sosteniamo la crescita del Paese, in rete con il resto d’Europa. E per tale ragione per Terna l’investimento in cultura vuol dire essere anche parte attiva della creazione di valore nella vita culturale italiana, uno dei cardini fondamentali dello sviluppo economico.
Questo è il motivo per cui continueremo il nostro impegno sulla cultura e la contemporaneità, cercando di valorizzare con un approccio aziendale quanto di più interessante è presente nel panorama del nostro Paese. “Senza cultura non c’è sviluppo”, da queste parole dell’ex Presidente dell Repubblica Giorgio Napolitano si evince che l’arte e la cultura possono veramente trasformarsi in ricchezza e sviluppo se diventano sistema. Un sistema che vede le aziende promotrici di una forma evoluta di responsabilità sociale, a servizio della collettività. Un’azienda come la nostra che opera per lo più sul territorio deve assumersi l’onere della diffusione della cultura, in un certo senso come “restituzione” di valore alla società. In modo particolare, in un momento in cui le istituzioni pubbliche stanno progressivamente riducendo i fondi a disposizione della cultura, solo un’intelligente e costruttiva collaborazione con aziende sostenitrici potrà favorirne un reale rilancio.