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Prorogata al 22 gennaio 2017 la mostra " Tesori d'arte" a Palazzo Lippi Alessandri

Ha raggiunto circa 14mila visitatori e grazie a questo successo di pubblico la mostra è stata prorogata dal 20 novembre 2016 al 22 gennaio 2017. In un contesto di eccezione quale è Palazzo Lippi Alessandri, immobile di grande pregio architettonico situato nel pieno centro storico di Perugia, è possibile ancora visitare “I Tesori della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia”, un percorso che si suddivide in 7 sezioni allestito con circa 50 opere selezionate dalla prestigiosa collezione di opere d’arte che l’Ente perugino ha acquisito nel corso dei 25 anni della sua attività.

Le pareti del “deambulatorio” della Sala Lippi, costruita nel 1932 su progetto dell’architetto perugino Dino Lilli ed inondata dalla luce di un grande lucernario, accolgono paesaggi riconducibili ad artisti operanti in Umbria tra Sei e Settecento come Pietro Montanini, Francesco Allegrini e Alessio De Marchis. Al centro della sala troneggia una magnifica croce di fine ‘400 attribuita al pittore siciliano Pietro Ruzzolone.

Particolarmente preziosa e suggestiva è la sezione dedicata alla pittura umbra del Rinascimento che comprende, tra l’altro, una Madonna con il Bambino di Pietro Vannucci detto il Perugino, una Madonna con il Bambino e San Giovannino di Bernardino di Betto detto il Pintoricchio, opera che la Fondazione ha riportato in Umbria acquistandola presso la casa d’aste Dorotheum di Vienna, un Santo Stefano lapidato, eccelso lavoro di Luca Signorelli, una Vergine con il Bambino tra i santi Tommaso e Sebastiano,  tra le cose migliori di Matteo da Gualdo, eccentrico pittore di fine del ‘400 appartenente a una terra di confine tra Umbria e Marche.  

Un’intera sezione è riservata al pittore barocco Gian Domenico Cerrini detto il Cavalier Perugino: si intende così rendere omaggio a questo prolifico pittore del Seicento che molta fortuna incontrò a Roma e a Firenze.

In una piccola sala sono riunite varie rappresentazioni di San Francesco tra cui un magnifico, piccolo dipinto raffigurante San Francesco in meditazione attribuito a Giovan Francesco Barbieri, detto il Guercino. 

Uno spazio è infine riservato alle pale d’altare. Particolarmente interessanti quelle di Federico Zuccari, Ippolito Borghesi, Cristoforo Roncalli detto il Pomarancio e Giovanni Baglione (di quest’ultimo si espone anche un penetrante, inedito autoritratto).

Una sorta di mostra nella mostra è costituita dalla sezione dedicata alle opere di cultura caravaggesca presenti nelle collezioni perugine. Partendo da un interessante dipinto attribuito al cosiddetto Pseudo-Salini, la Cuciniera della Collezione Marabottini (la collezione è entrata a far parte del patrimonio della Fondazione grazie alla donazione del proprietario) viene proposto un affascinante itinerario che passa in rassegna opere di Valentin de Boulogne, del Maestro di Baranello, di Orazio Riminaldi, di Paolo Guidotti. Particolarmente interessante è una Santa Francesca Romana di Giovanni Antonio Galli detto lo Spadarino concessa in prestito dalla Fondazione per l’Istruzione Agraria di Perugia.

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