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Il cinema d’autore al servizio della Ricerca

Può un’impresa contribuire alla crescita culturale della società? La risposta è sì, soprattutto se la mission dell’azienda in questione è re-immaginare la medicina e mettere la salute e a ricerca al centro di tutte le politiche pubbliche. Una necessità sottolineata dai Governi, in particolare quelli del G20, per contrastare e le future pandemie e le altre emergenze sanitarie.
E può farlo anche attraverso mezzi nuovi, come il cinema d’autore. Questo è quanto ha fatto Novartis con il suo cortometraggio Re-imagine, prodotto dalla registra Manuela Cacciamani ed interpretato, tra gli altri, da Rocìo Muñoz Moreales, Brenno Placido e Federico Ielapi. Re-imagine è un corto che in 11 minuti cerca di raccontare, rivolgendosi in particolare alle giovani generazioni, l’importanza e la bellezza della ricerca attraverso gli occhi di un bambino che perde sua madre a causa di una malattia e che, da giovane ricercatore, anni più tardi scoprirà la cura per quella patologia. La potenza di una emozione individuale che diventa storia di una generazione: questa è la forza di Re-imagine. Il corto, che pochi giorni fa è approdato alla 78° Mostra del Cinema di Venezia, costituisce parte di un impegno più ampio sottoscritto da Novartis in Italia, avviato nell’aprile del 2020 con il piano “Novartis per un’Italia a prova di futuro”, con cui l’azienda ha voluto fare la propria parte supportando medici, clinici, comunità locali e istituzioni durante il periodo più buio della pandemia.
Oltre però a guardare all’emergenza di quei mesi terribili, Novartis non ha mai distolto lo sguardo dal futuro e non ha mai perso di vista il ruolo chiave che i più giovani sono chiamati a svolgere nell’era della “ricostruzione”: così, la comunità di Novartis in Italia si è impegnata nella realizzazione di progetti di valorizzazione della cultura scientifica in collaborazione con istituzioni e altre grandi aziende. Oltre a Re-imagine un altro grande progetto, in collaborazione con il Ministero della Cultura e il Ministero dell’Università e della Ricerca arriverà nei prossimi mesi e sfrutterà le potenzialità del digitale per favorire la diffusione della cultura scientifica. Anche nei grandi consessi internazionali Novartis ha dato il proprio contributo partecipando, ad esempio, alla stesura di raccomandazioni nel quadro del T20, il gruppo del G20 che raccoglie i principali think tank internazionali, per proporre la creazione di una “Global Health Literacy Alliance” per la misurazione e il potenziamento del livello di health literacy trovando spazio nella dichiarazione finale adottata dai Ministri della Salute del G20.
Del resto, un Paese che conti su generazioni di cittadini informati, consapevoli, familiari col metodo scientifico (osservazione, ipotesi, dubbi, fallimenti, successi, pensiero critico) è un Paese in grado di poter affrontare con più resilienza le grandi sfide del nostro tempo. Per usare le parole della Senatrice a vita e ricercatrice Elena Cattaneo “anche quando la scienza fa la sua parte, non può essere sufficiente se non c’è una cultura pronta ad abbracciarne le scoperte”.