Quando la sinergia fra museo e imprese è vincente

Intervista a Flaminia Gennari Santori, Direttore Gallerie Nazionali di Arte Antica

 

In quale misura, ad oggi, l’adozione di soluzioni tecnologiche innovative può essere determinante per un museo al passo coi tempi?

L’innovazione tecnologica costituisce un ambito di interesse strategico per un museo che intenda oggi rispondere alla propria mission: tutelare nel modo più appropriato il patrimonio culturale e allo stesso tempo approfondirne e diffonderne la conoscenza, coinvolgendo un pubblico sempre più vasto. Basti pensare alle piattaforme digitali di gestione delle collezioni, comuni nei musei stranieri ma poco diffuse in Italia, che permettono di centralizzare le informazioni sul patrimonio (dalle movimentazioni, ai restauri, dalle informazioni materiali a quelle storiche, fino agli archivi storici e alle riproduzioni) e renderle tempestivamente accessibili a tutti gli uffici con un notevole risparmio di tempi e di energie. Sistemi che, allo stesso tempo, possono integrarsi con gli apparati di valorizzazione e fruizione, come le applicazioni o lo stesso sito web, aggiornandosi automaticamente e costantemente. Ma anche i sistemi automatizzati di controllo delle condizioni climatiche e delle condizioni stesse dell’edificio e dei suoi impianti, che consentono monitoraggi puntuali e un sempre più efficace risparmio energetico (un punto particolarmente importante, sul quale le Gallerie Nazionali hanno presentato un proprio progetto al recente bando della Regione Lazio sull’innovazione tecnologica).
Senza dimenticare la sicurezza del sito, per cui le tecnologie permettono un controllo sistematico dei flussi di pubblico all’interno del museo. Una delle più grandi sfide dell’innovazione tecnologica nei musei è però quella legata alla fruizione del patrimonio e alla sua accessibilità, che ci stimola alla ricerca di strumenti in grado di rispondere alle esigenze di tutte le tipologie di pubblico, semplificando l’accesso alle informazioni e rendendo sempre più personalizzata l’esperienza di visita.

Quali sono state, a Suo avviso, le principali condizioni che hanno consentito una proficua collaborazione fra il Museo e le imprese partner del progetto WeACT³?

Il progetto di sponsorizzazione WeACT³ si è avviato nella primavera del 2017, quando le Gallerie Nazionali Barberini Corsini erano da pochi mesi divenute museo autonomo per effetto della Riforma del Ministero dei beni e delle attività culturali e stavamo cominciando a definire la nostra identità e la nostra mission. Il rapporto con le aziende partner si è dunque sviluppato di pari passo al processo di definizione istituzionale del museo e dei suoi obiettivi strategici. Un elemento determinante per la costruzione della sinergia tra museo e imprese è stato quindi la formazione di uno staff rafforzato dall’innesto di professionalità prima assenti o insufficienti, in grado di sposare la visione di un museo aperto all’innovazione tecnologica e alla condivisione di progetti e obiettivi con partner non appartenenti alla sfera pubblica. Di importanza strategica si è rivelato inoltre il ruolo di Civita, che ha coordinato e facilitato le relazioni tra tutti i soggetti coinvolti e le risorse del museo, favorendo un costante e proficuo confronto volto alla più efficace sintesi tra esigenze delle Gallerie e capacità progettuale delle aziende di riferimento.