Cultura

Gaia Tortora: “Bene riforma giustizia Nordio ma siamo solo ai primi passi”

Roma, 1 ago. (Adnkronos) – “La riforma della giustizia richiede un intervento complessivo, quelli prospettati dal ministro Nordio sono soltanto alcuni primi passaggi, propedeutici alla riforma vera e propria della giustizia, la cui parte più consistente riguarda la separazione delle carriere: il nodo principale da sciogliere”. Ad affermarlo, intervistata dalla AdnKronos, è Gaia Tortora, finalista al premio letterario per la saggistica ‘Caccuri’ con il libro ‘Testa alta e avanti’ dedicato alla vicenda di suo padre, Enzo Tortora., “Sto alla finestra e osservo gli sviluppi, aspettando che questa riforma della giustizia finalmente si faccia – spiega – La riforma prevede anche una modifica della Costituzione e nel nostro Paese non è mai né semplice né veloce. Ma i primi segnali annunciati, dall’abolizione dell’abuso d’ufficio alla limitazione della pubblicazione delle intercettazioni fino all’abolizione dell’appello in caso di sentenza di innocenza al primo grado, sono importanti, positivi e condivisibili”., A quaranta anni dall’inizio del caso Tortora, con il suo clamoroso arresto davanti alle telecamere, è tutto chiaro o ci sono ancora punti oscuri da far uscire dal buio e portare alla luce? “Purtroppo, non è affatto tutto chiaro, anzi – risponde Gaia Tortora – Quando si accusa una persona di cose inesistenti non è assolutamente chiaro il perché. Da molti anni, la domanda è proprio questa: perché? E la risposta ancora non c’è, l’interrogativo rimane intatto”., Il titolo del saggio recita ‘A testa alta e avanti’… Ci sono stati momenti in cui la testa si è abbassata, per rassegnazione, per la tentazione di gettare la spugna, per sfiducia nella giustizia? “Momenti di sfiducia certamente ci sono stati – ammette Gaia Tortora – E’ ovvio che quando arrivano sentenze che vanno nella direzione che non ti aspetti non puoi mantenere salda la fiducia nel sistema giudiziario. Ma la testa non l’abbiamo mai abbassata, come insegnava nostro padre”., Una ricostruzione storica che resta drammaticamente attuale, visto che le statistiche parlano ufficialmente di tre innocenti al giorno che finiscono in carcere. “Eppure, in molti pensano il contrario, che ci siano tanti colpevoli fuori e non tanti innocenti dentro… Prima, bisognerebbe documentarsi e non parlare semplicemente per sentito dire di cose che non si conoscono fino in fondo – sottolinea Gaia Tortora – L’opinione pubblica è formata da tutti noi e spesso non si forma per conoscenza ma per percezione, perché così tutto è più facile, anche se la percezione spesso non corrisponde alla realtà”., (di Enzo Bonaiuto)