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Innovare per competere: la sfida della sostenibilità


COMUNICATO STAMPA 

GIORDANI (ASS. CIVITA):
“LEGAME TRA INNOVAZIONE E SOSTENIBILITA’ E’ STRATEGICO PER UN PAESE PIU’ COMPETITIVO”

  • L’Associazione Civita ha promosso l’evento “Innovare per competere: la sfida della sostenibilita’”
  • Presenti all’evento rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico, dell’impresa e del Terzo Settore


Roma, 13 febbraio
– Si è tenuto a Roma presso la sede di Associazione Civita, l’incontro “Innovare per competere: la sfida della sostenibilità”, organizzato e promosso dalla stessa Associazione, con il contributo di Philip Morris Italia. L’evento ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico, dell’impresa e del Terzo Settore che hanno convenuto sullo stretto legame esistente tra innovazione e sostenibilità per garantire competitività all’Italia e all’Europa. Una connessione dimostrata da molteplici rilevazioni che testimoniano quanto gli investimenti innovativi in sostenibilità abbiano portato alle imprese risultati concreti in termini di valore aggiunto.

Dopo i saluti introduttivi di Simonetta Giordani, Segretario Generale Associazione Civita, e di Carlo Corazza, Direttore dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia, sono intervenuti Enrico Giovannini, Direttore Scientifico ASviS, Andrea Guglielmo, Direttore Relazioni esterne Philip Morris Italia, Sabrina Florio, Presidente Anima per il sociale nei valori d’impresa, Mattia Pirulli, Segretario Confederale CISL, Salvatore De Meo, Europarlamentare, Presidente della delegazione UE per i rapporti con la NATO.

Le conclusioni sono state affidate ad Antonella Sberna, Europarlamentare e Vice Presidente Parlamento europeo. In occasione dell’incontro è stato distribuito il Quaderno di Civita “Quando la sostenibilità incontra…” che raccoglie analisi, contributi e riflessioni emerse nel corso del ciclo di incontri dedicati alla sostenibilità organizzati e promossi da Associazione Civita in collaborazione con Philip Morris Italia.

“L’esperienza maturata da Associazione Civita sul tema della sostenibilità ci ha portato a riunire come sempre competenze e professionalità diverse per sottolineare quanto innovazione, sostenibilità e competitività siano strettamente legate e che per le imprese italiane ed europee questa relazione sia strategica e meriti la massima attenzione – ha sottolineato Simonetta Giordani, Segretario Generale di Associazione Civita. – Continueremo a fare la nostra parte per fare in modo che il Sistema Paese continui a confrontarsi su questi temi per costruire uno sviluppo socioeconomico equo e duraturo”

“Paradossalmente Trump si potrebbe considerare uno dei padri fondatori dell’Europa e lo dimostra l’incontro di ieri che credo sia stato molto importante nel processo d’integrazione europea, forse paragonabile all’atto unico europeo. Finalmente è ripartita l’integrazione del mercato interno e sembra evidente la spinta verso un mercato dei capitali e una vera integrazione del mercato dell’energia, una grossa spinta a sburocratizzare e semplificare. – ha affermato Carlo Corazza, Direttore dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia-   All’accordo di ieri manca la parte relativa ai finanziamenti ed il punto debole del Green Deal, che purtroppo ha spesso avuto un approccio punitivo e non ha puntato sull’industria, è proprio la mancanza di finanziamenti a livello europeo. Quelli erogati a livello locale possono infatti distorcere il mercato. Il federalismo pragmatico di Draghi, andare avanti con chi ci sta, può essere uno strumento potente. Il vertice di marzo sarà sicuramente decisivo. L’IA porterà ad una rivoluzione enorme sul mercato del lavoro e quello che preoccupa l’Europa è la saldatura tra alta tecnologia e autocrazie che non amano le democrazie”.“Nel triennio 2019 2022 le imprese considerate dall’Istat come sistematiche dal punto di vista della sostenibilità hanno visto aumentare il loro valore aggiunto del 16%. Quelle con un profilo medio sono cresciute del 5,7%. Sono imprese che hanno investito in innovazione digitale e in sostenibilità. Altro passaggio importante in termini di competitività è quello relativo all’economia circolare. Il rapporto Symbola dimostra che le imprese che hanno puntato su questo fattore sono cresciute. Le politiche industriali sono una competenza nazionale e se continueremo con questo assetto continueremo a perdere spazi di mercato perché le dimensioni aziendali contano. La competitività la possono fare le regole ma soprattutto gli investimenti e se pensiamo che le semplificazioni risolvano il problema della competitività non siamo sulla strada giusta. La cultura della sostenibilità è una cultura dell’urgenza perché ritardare in questo aspetto ha ricadute dirette sulla competitività. “ – ha affermato Enrico Giovannini, Direttore Scientifico ASviS.

“Innovazione e sostenibilità sono i pilastri della trasformazione industriale che stiamo vivendo, anche come azienda. Per questo siamo felici di aver sostenuto il percorso che l’Associazione Civita ha sviluppato in questi anni, mettendo al centro una visione ampia e trasversale della sostenibilità come elemento essenziale di un Paese che guarda al futuro. Come Philip Morris Italia integriamo questi elementi in una filiera che coinvolge 44 mila persone e che unisce agricoltura, manifattura, servizi, circolarità, esportando in Europa e nel mondo le nostre produzioni Made in Italy. Come in ogni filiera di eccellenza, tutto nasce e cresce attorno alle persone e ai talenti: per questo investiamo da anni nella formazione e nello sviluppo delle competenze, accanto alle istituzioni pubbliche e private. Ne è un esempio la nuova Sales Academy che abbiamo appena lanciato in Italia, con 200 nuovi ingressi in Azienda, che conferma il nostro ruolo di attore industriale impegnato a generare valore economico e sociale per il Paese”, ha dichiarato Andrea Guglielmo, Direttore Relazioni esterne Philip Morris Italia.

“Oggi le imprese hanno fatto dei passi avanti molto importanti sul tema della sostenibilità e molte valorizzano sia il loro business che il territorio dove operano. Oggi le imprese investono in formazione interna e la figura del manager della sostenibilità cresce e come Unindustria Lazio abbiamo dato attenzione alla formazione in ambito sviluppo sostenibile. Secondo un recente studio Deloitte il 50% dei dirigenti la considera la sostenibilità tra le sfide più urgenti e l’82% delle imprese ha aumentato gli investimenti in quest’area. Oggi l’approccio delle imprese con il mondo del sociale è molto costruttivo. Si è creata un’alleanza forte per creare una progettualità sana che crei ricchezza, competitività e crescita di valore. In Ecco perché all’interno di Unindustria Lazio abbiamo creato un comitato SDG” ha affermato Sabrina Florio – Presidente Anima per il sociale nei valori d’impresa”

“Come sindacato diamo una lettura positiva della giornata europea di ieri. L’ipotesi del One Market act sarebbe un passo avanti. L’Europa deve salvaguardare il suo modello rispetto a Usa e Cina, modelli contrapposti per certi aspetti ma simili per altri. Il modello europeo è innanzitutto un modello sociale e non va fatto saltare. Al centro non ci deve essere solo una politica economica ma anche un sistema di governance. Vediamo che il sistema europeo si sta muovendo ma dobbiamo chiederci in quale direzione. La persona deve essere sempre al centro, ad esempio, rilanciando non solo la contrattazione ma anche lo strumento partecipativo alla vita d’impresa. L’obiettivo è di creare una corresponsabilità d’impresa perché L’aumento della produttività è necessario costruirla con i lavoratori” ha affermato Mattia Pirulli, Segretario Confederale CISL.

“Viviamo un momento storico in cui siamo chiamati a riaffermare il ruolo competitivo dell’Europa. In questa legislatura intendiamo coinvolgere imprese e cittadini rendendoli protagonisti di una transizione che sia un’opportunità e non un’ imposizione. La competitività europea deve fondarsi su tre direttrici: catene di approvvigionamento più sicure e diversificate, un mercato unico più solido e una reale semplificazione normativa, così da offrire alle imprese un quadro regolatorio chiaro, prevedibile e stabile che sostenga investimenti, innovazione e crescita sostenibile”. – ha affermato Salvatore De Meo, Europarlamentare, Presidente della delegazione UE per i rapporti con la NATO

“Agire insieme per un futuro più sostenibile e competitivo è una priorità. L’innovazione non è solo una scelta tecnologica, ma una scelta strategica: i settori produttivi devono avere la libertà di individuare le soluzioni più efficaci e sostenibili. – ha affermato Antonella Sberna, Europarlamentare e Vice Presidente Parlamento europeo. –  Per garantire una transizione davvero giusta, l’Unione Europea deve assicurare stabilità normativa e una visione di lungo periodo, elementi essenziali per permettere alle imprese di pianificare investimenti. In Parlamento stiamo lavorando su politiche che incidono direttamente su questi processi, con l’obiettivo di rafforzare la competitività industriale e promuovere strumenti innovativi.”

 

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