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Recovery Plan. Turismo e Cultura: i Piani dei principali paesi europei a confronto

Recovery Plan. Turismo e Cultura. Piani dei principali paesi europei a confronto è il titolo del convegno svoltosi lo scorso 31 maggio e che ha offerto un momento di riflessione sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, con particolare riferimento alle linee di investimento proposte dal Governo per il rilancio dei settori della cultura e del turismo, crocevia di sviluppo per l’Italia e per l’intero continente.
Dopo i saluti di apertura di Gianni Letta, Presidente Associazione Civita, e Paolo Gentiloni, Commissario europeo per la fiscalità e l’unione doganale, l’incontro, moderato da Simonetta Giordani, Segretario Generale Associazione Civita, è proseguito con l’introduzione di Valerio Valla, Avvocato e CEO Studio Valla, e gli interventi di Vincenzo Amendola, Sottosegretario agli Affari Europei, Domenico De Masi, sociologo del lavoro, Professore Emerito Università La Sapienza di Roma.
Durante l’incontro, grazie alla presenza di autorevoli rappresentanti del mondo della cultura, della politica, e delle istituzioni, sono stati analizzati, discussi e descritti, in chiave comparata, i contenuti dei Piani di rilancio di Italia, Spagna, Francia, Germania e Portogallo, ponendo l’attenzione sulle strategie, i progetti, le riforme e gli investimenti a sostegno dell’intera filiera culturale.
Dall’analisi dei dati dei Recovery Plan dei suddetti Stati Membri, realizzata dallo Studio Valla, risulta che “il tema della cultura e del turismo e di come tenere i due settori legati è una particolarità che, rispetto agli altri Paesi, l’Italia ha esploso di più” e per il quale “sono state previste tre missioni e un fondo complementare per la realizzazione di 14 progetti Grandi Attrattori” ha ricordato Amendola, specificando che ci sono condizioni e risorse, in una Europa che ha ritrovato il suo spirito di solidarietà, affinché il nostro Paese non venga “curato ma trasformato”.
Il Recovery Plan, infatti, non solo rappresenta una opportunità irripetibile in termini di disponibilità di enormi finanziamenti e possibilità di pianificazione pluriennale, ma esprime anche “il senso di una missione comune europea che potrà realizzarsi solo se il mondo della cultura sarà protagonista”, come ha dichiarato Gentiloni secondo il quale “sarà necessario attuare delle riforme per rendere permanenti gli effetti di questi investimenti”.
Ma sarà anche fondamentale cambiare mentalità e “aprirci a qualcosa di nuovo”, ha dichiarato Letta secondo il quale la “digitalizzazione potrà avere questo effetto”. “Se la digitalizzazione del Recovery Plan saprà fare l’altra metà del miracolo – ha dichiarato il nostro Presidente - e trasformare la mentalità di chi opera nella Pubblica Amministrazione, il Piano, che nella sua concretezza ha visto la luce e che non sfigura con quello degli altri Paesi, potrà veramente trovare attuazione anche nei tempi previsti, che sono condizione essenziale per avere assegnate le risorse europee”.
E’ evidente la necessità di un cambio di passo importante per l’Italia, primo beneficiario in termini assoluti dei finanziamenti del Reco­very Fund. Per non tradire le aspettative e non sprecare questa grande opportunità servirà un cambio di rotta significativo. Il Consiglio Europeo, con il supporto della Commissione, ha dato corpo al Next Generation EU, i piani stanno per essere approvati e i pre-finanziamenti arri­veranno in piena estate. L’Italia dovrà essere pronta per sfruttare una opportunità storica di sviluppo per l’intera Penisola.

La video-registrazione del Convegno è disponibile sulla nostra pagina Facebook