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1988-2018. Civita compie 30 anni

Trent’anni fa, il 15 novembre del 1988, si costituì formalmente l’Associazione Progetto Civita, nata dall’illuminata visione di un proficuo incontro fra impresa e cultura e che, in poco tempo, sarebbe diventata Associazione Civita per identificarsi, nel presente, con i due marchi dell’Associazione e di Civita Cultura Holding. Trent’anni di attività realizzate nella convinzione che lo straordinario patrimonio culturale del nostro Paese sia la grande “risorsa capitale” da tutelare e valorizzare, come motore di un nuovo modello di sviluppo economico e sociale. Come ricorda il Presidente dell’Associazione Civita Gianni Letta “quell’intuizione di coniugare tutela e valorizzazione dei beni culturali ad un nuovo modello di sviluppo, formulata da Gianfranco Imperatori e da Antonio Maccanico nonché sostenuta da un gruppo di intellettuali e da alcune imprese, trovò una rappresentazione materiale nella rupe di Civita di Bagnoregio, antico borgo dell’Alto Lazio. Ed è in quel luogo – prosegue il Presidente Letta – che vanno ricercate le origini della nostra Associazione, ad oggi ben viva e presente nella società e nella cultura italiana”. Questi trent’anni sono stati densi di avvenimenti e cambiamenti che hanno investito l’intera società e, in modo particolare, la considerazione sociale, politica, ed economica del nostro patrimonio culturale. In questo scenario, Civita ha assistito, sperimentato, a volte anticipato i grandi cambiamenti che si sono verificati nel mondo dei beni culturali, tanto nella domanda che nell’offerta di Cultura. Il rapporto fra pubblico e privato nella gestione del patrimonio, guardato forse con sospetto ai suoi primi passi, oggi è fonte di importanti risultati che vedono Civita fra i principali sostenitori della presenza dei privati in ambito culturale, incoraggiandone una progressiva trasformazione di ruolo: da sponsor o mecenati ad investitori o imprenditori di Cultura. Ne sono un esempio le imprese associate a Civita, ad oggi oltre 130, che credono con forza nel ruolo della Cultura, spendendo in questo settore lavoro, idee e risorse economiche. Un impegno che, nel contesto attuale, non è da considerare marginale. 
Fin dalla sua nascita, pertanto, l’Associazione Civita ha voluto costituire, un “laboratorio” per tutte quelle imprese che, consapevoli delle ingenti opportunità di comunicazione offerte dalla Cultura, desiderano continuare ad investire in quest’ultima poiché ritenuta capace di generare ritorni significativi. Una missione da proiettare anche nel futuro, non solo in nome di Civita bensì nell’interesse superiore del Paese. “L’esperienza maturata in questi anni – sostiene Nicola Maccanico, Segretario Generale dell’Associazione – lungi dall’avere esaurito il nostro compito, ha piuttosto confermato la nostra convinzione iniziale: il settore dei beni culturali può assumere un ruolo strategico rilevante nello sviluppo di questo Paese e nel suo posizionamento internazionale. Si aprono, oggi, tante nuove scommesse: l’esplodere del turismo creativo, lo sviluppo esponenziale delle tecnologie digitali e le infinite possibilità di applicazione al settore del patrimonio culturale, la necessità di investire nella valorizzazione dei nostri capital assets, in primis la Cultura, per sostenere l’immagine dell’Italia e del prodotto italiano all’Estero oltre che nella progettualità culturale delle giovani generazioni, risorsa-chiave per il futuro del nostro Paese”. Sono queste alcune delle sfide che si prospettano e che Civita, sin da ora, è pronta ad affrontare con il consueto spirito propositivo, forte di una credibilità spendibile sul mercato dei beni culturali oltre che di un bagaglio di conoscenze e competenze acquisiti nel suo trentennale operato.