Sono già più di 205 mila le persone che hanno usufruito del servizio di richiesta e rinnovo del passaporto presso circa 7.500 uffici postali abilitati. L’iniziativa di Poste Italiane, partita dai Comuni al di sotto dei 15.000 abitanti che rientrano nel progetto Polis, è stata poi estesa ai centri più popolati. Attualmente sono 6.932 gli uffici Polis abilitati al servizio e 431 quelli delle grandi città. Il progetto è pensato per facilitare ai residenti dei Comuni più piccoli l’accesso ai servizi della Pubblica Amministrazione. Negli uffici Polis abilitati si possono infatti richiedere una serie di certificati, tra i quali quello di nascita, di residenza, di cittadinanza, di stato civile e di stato di famiglia. Documenti che possono essere ottenuti singolarmente e in forma contestuale, sia per se stessi che per i familiari, per mezzo di totem o direttamente allo sportello.
Tra i documenti che si possono richiedere negli uffici Polis, quello che ha riscosso maggior successo è senza dubbio il passaporto. Un modo per risparmiare tempo e risorse, grazie anche alla possibilità di ricevere il documento direttamente a domicilio: una scelta che unisce comodità e praticità, effettuata da otto persone su dieci. Oltre a semplificare la burocrazia, l’iniziativa contribuisce a ridurre il divario tra aree urbane e territori meno serviti, portando un contributo rilevante agli abitanti delle località più isolate d’Italia. Ne è un esempio Terranova di Pollino, in provincia di Potenza, dove i cittadini erano costretti a percorrere fino a 150 chilometri per ottenere il passaporto.
In Italia, il 90% dei Comuni registra una popolazione inferiore a 15.000 abitanti, occupando un’area del territorio nazionale che corrisponde all’80% del totale. Queste zone negli ultimi anni sono state caratterizzate da un progressivo spopolamento: il progetto Polis risponde perciò all’esigenza di frenare l’abbandono di queste aree, rendendo disponibile presso gli uffici postali un’ampia gamma di servizi ai cittadini. L’iniziativa è stata finanziata con 1,2 miliardi di euro, di cui 800 milioni provenienti da risorse del piano complementare al Pnrr (Dl 59/2021) e 400 milioni di euro di investimento diretto di Poste Italiane. Si stima che il progetto avrà un impatto di 1.061 milioni di euro sul PIL dell’Italia (nel periodo di investimento dal 2022 al 2026 e di operatività degli uffici postali fino al 2031), porterà alla distribuzione di 484 milioni di reddito da lavoro e alla creazione di 18.600 posti di lavoro.