Moroni, l’incredibile maestro del ritratto in mostra a Milano

È in corso a Milano, ospitata nelle sale di Gallerie d’Italia, la mostra “Moroni (1521-1580). Il ritratto del suo tempo” che celebra l’artista bergamasco, tra i maggiori interpreti della pittura rinascimentale lombarda, ed è. L’esposizione, che beneficia dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, è curata da Arturo Galansino e Simone Facchinetti e si inserisce nelle iniziative di “Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura 2023”.

Autore anche di significative opere devozionali, presenti in mostra, Giovanni Battista Moroni è però noto soprattutto per la sua innovativa attività di ritrattista.  Molti i ritratti realizzati dall’artista esposti alle Gallerie: si tratta di “ritratti in azione”, ovvero di moderne raffigurazioni di personaggi che, attraverso un gesto, uno sguardo, entrano in contatto con lo spettatore superando la lontananza emotiva e la staticità della ritrattistica ufficiale. Moroni si rivela un artista dotato di una sensibilità fuori dal comune e di prodigiose capacità mimetiche, attento al vero come quasi nessun altro dei suoi colleghi, e dunque artista compiutamente moderno.

La mostra milanese, molto vasta e che si avvale di prestigiosi prestiti da parte di istituzioni italiane e internazionali, restituisce un’immagine a tutto tondo del pittore a partire dai suoi esordi presso la bottega del Moretto, per proseguire con il confronto con altri artisti contemporanei attivi in area lombarda, a cui si affiancano opere di Tiziano, Veronese e Tintoretto, al fine di delineare un dialogo con le produzioni artistiche del tempo, spaziando anche oltre i confini regionali.

Ne risulta la figura d’un pittore talentuoso, sensibile, innovativo, apprezzato dalla committenza, eppure poi relegato, lungo i secoli, a un ruolo marginale, perché il ritratto è stato a lungo un genere considerato secondario. E il pieno riconoscimento, per un ritrattista puro, è traguardo difficile da raggiungere. Non lo hanno aiutato le sue pale d’altare, dipinte in stragrande maggioranza per minuscole parrocchie di provincia sparse nel bergamasco. Non lo ha aiutato una letteratura artistica coeva piuttosto avara nei suoi riguardi. La riscoperta di Moroni è un fatto prettamente novecentesco. E oggi siamo in grado d’apprezzarlo per esser stato uomo nuovo d’una stagione straordinariamente feconda.

 

“Moroni (1521-1580). Il ritratto del suo tempo”
Milano, 6 dicembre 2023 – 1 aprile 2024
Gallerie d’Italia